Ciao amici di Nutriazione oggi si parla di Glicemia. Gli zuccheri che assimiliamo sono molto importanti per l’energia e per la linea, in quanto se sono in eccesso, non vengono smaltiti dal nostro corpo ma si trasformano in trigliceridi e vanno a formare la tanto temuta “pancetta”

Si calcola che oggi 2,6 milioni di persone quindi il 4,3% della popolazione italiana hanno difficoltà ha mantenere i livelli glicemici nella norma. I valori normali della glicemia sono quelli che non raggiungono il 100. Quando la glicemia si trova fra 100 e 125 ci si trova in una condizione che viene definita pre-diabete. Quando la glicemia a digiuno supera i 126 allora viene posta la diagnosi di diabete. Oltre al trattamento farmacologico, diversi RCT (Studi Randomizzati Controllati) hanno dimostrato che l’attività fisica regolare combinata con un’alimentazione equilibrata è in molti casi anche più efficace della terapia farmacologica tradizionale. Almeno 3 ore di attività fisica alla settimana, sono in grado di ridurre lo sviluppo del diabete e la progressione della malattia. Gli alimenti da ridurre sono sostanzialmente due: i grassi saturi (quelli che provengono dal mondo animale), in quanto contribuiscono a sviluppare l’ insulino resistenza, ovvero una scarsa funzione dell’insulina nello smaltimento degli zuccheri a livello del muscolo. Nei casi in cui si ha una predisposizione al diabete dovuta a fattori genetici, vanno inoltre evitati gli zuccheri semplici, meglio noti come le 4P (Pane, Pasta, Pizza e Patate): essi hanno un rapidissimo assorbimento a livello intestinale e di conseguenza fanno alzare ed abbassare più velocemente la glicemia, provocando dei picchi glicemici. Anche l’ordine con cui vengono consumati i cibi durante i pasti può aiutare a mantenere sotto controllo i picchi glicemici. Se si anticipa il pasto con una piccola quantità di proteine e di grassi (ad esempio un pezzetto di parmigiano) si può rallentare l’innalzamento della glicemia che si ha poi durante pasto, per cui basta anticipare un piccolo alimento per ridurre la glicemia postprandiale sempre che sia in accordo all’apporto calorico stabilito dalla tua Dietista! E’ necessario infatti in questi casi che il piano alimentare sia personalizzato è che la glicemia e l’ apporto di zuccheri semplici siano monitorati  da un professionista.

Quali sono i segni di un aumento della glicemia post- prandiale? Sonnolenza e assopimento. Quindi amici che lavorate al PC o vi mettete in macchina subito dopo il pranzo, scegliete con cura la qualità dei vostri pasti! Se vuoi dare il giusto equilibrio e alla tua alimentazione  contattaci su www.Nutriazione.it

A prestissimo Alessandra