L’ Obesità e le malattie ad essa correlate (diabete, ipertensione, dislipidemie, ecc…) insieme ai tumori, sono indubbiamente le principali cause di morte dell’ ultimo decennio. Ti sei mai chiesto però se oltre ad una cattiva alimentazione ed uno scorretto stile di vita,  il nostro rapporto con il cibo coinvolga anche la sfera emozionale? Hai mai conosciuto persone che in seguito a molteplici diete ed un’attività fisica regolare, dopo un primo periodo di miglioramento, sono tornate ad ingrassare come o più di prima? Nella mia professione ne incontro molte.Questa esperienza mi ha portato a pensare che esista qualcosa che va oltre la comune abitudine alimentare e di conseguenza coinvolga le emozioni. Il rapporto con il cibo, si sviluppa dalla nascita attraverso l’allattamento materno (sia esso naturale o artificiale) e definisce una relazione sensibile, fatta di dare ed avere, di chiedere e di offrire:  oltre che il  corpo, nutre la mente e le emozioni, tesse la rete delle nostre relazioni future. Questo è il motivo per cui il cibo è cosi importante, tanto da avere delle ripercussioni anche nel nostro rapporto con l’alimentazione da adulti. Una nota Psicologa e autrice, Lise Bourbeau, nel suo libro “Le 5 ferite e come guarirle”, definisce il nostro corpo come la testimonianza  fisica di ferite primordiali, che siamo chiamati a risolvere, nel corso delle nostre vite, e finché non le superiamo rimangono su di noi come dei tatuaggi.Come Dietista, posso testimoniare che chi ha un rapporto alterato con il cibo, soprattutto chi mangia tanto fino a scoppiare, senza rendersi conto della sensazione di fame o di sazietà che gli rimanda il corpo, cela  in sé una volontà inconscia di farsi del male.Rifiutare il proprio corpo significa non essere in contatto con le sensazioni che esso rimanda, e quindi perdere il controllo di se stessi. Le persone che mangiano troppo, trovano nel cibo una forma di appagamento della mente che non riescono a trovare in altre attività: mangiare diventa l’unico pensiero, l‘unico momento di silenzio di un corpo che continua a gridare aiuto.Questo esempio di personalità potrebbe rimandare ad un comportamento di tipo masochista. Tale  atteggiamento gli consente di nascondere la sua vera natura, di cui si vergogna, in quanto probabilmente nella vita si è sentito umiliato per qualche motivo: l’atteggiamento masochista gli permette di farsi del male, perché sente di meritarlo, prima che lo facciano gli altri. Esistono diversi tipi di obesità, dalla più grave a quella meno grave; gli strumenti più usati nella definizione del grado di sovrappeso ed obesità sono: l’indice di massa corporea (IBM) ed il rapporto tra la circonferenza vita/fianchi. L’ IBM di un uomo e di una donna con una costituzione media deve essere compreso tra 21 e 24 e si misura calcolando il peso diviso l’altezza (in metri) alla seconda ovvero: peso[Kg]/altezza2[m]. Il rapporto fra le misure delle circonferenze della vita e dei fianchi, oltre ad essere un indice di riferimento per il grado di obesità, offre un’informazione sulla tendenza a sviluppare in futuro malattie cardiovascolari. Queste informazioni, insieme ad un’anamnesi sulla storia alimentare del paziente, ci consentono di aiutarlo a ritrovare un rapporto equilibrato e gratificante con il cibo oltre che a migliorare il suo aspetto e le condizioni di salute. Il cibo oltre a rappresentare un nutrimento per il corpo e per la mente, offre la possibilità di vivere dei momenti di convivialità e di piacere da condividere con altre persone. L’aspetto emozionale legato al cibo è importante tanto quanto l’utilità nutrizionale. Cucinare e mangiare insieme agli altri o da soli è un occasione per esercitare la propria fantasia e la propria creatività. Il momento del pasto è una fase della giornata a cui porgere tempo e dedizione. Un’alimentazione sana ed equilibrata è un modo per offrire amore al nostro essere e a chi ci circonda. Le ferite vengono curate con amore, dedizione e tempo.