Gli insonni non dormono perché si preoccupano, e si preoccupano perché non dormono.

FRANKLIN PIERCE ADAMS

Difficoltà a dormire?

Io si, mi sono ritrovato a fare delle ricerche e googlando ho scoperto questo metodo di rilassamento che vi propongo:

Il metodo 4-7-8, una tecnica messa a punto dal medico statunitense Andrew Weill e basata su pochi secondi di respirazione controllata. Durante le mie notti, con mille pensieri che giravano in testa, decisi di provare il 4-7-8: del resto cosa avevo da perdere?

L’esercizio si suddivide in queste fasi:

  1. Prendete un gran respiro e espirate
  2. Inspirate con la bocca chiusa contando mentalmente fino a 4
  3. Trattenete il respiro per 7 secondi
  4. Espirate contando mentalmente fino a 8
  5. Ripetete per 3 volte

Ricordo che non mi addormentai subito, ma notai effettivamente di essere più rilassato. E poi, sonno profondo. Alla mattina pensai: non ci credo, funziona davvero!

Perchè funziona il metodo 4-7-8?

La tecnica è basata sul controllo ritmico del respiro attraverso i numeri. Secondo il dottor Weiss, il metodo allontana anche i pensieri negativi che spesso ci impediscono di dormire. Il metodo può essere applicato in qualunque luogo e circostanza: ideale anche durante un forte momento di stress, di ansia o una crisi di panico quando il cuore batte più rapidamente.

Mi è capitato pochi giorni fa, durante un viaggio, di avere il respiro troppo veloce. Praticando il 4-7-8 ho aiutato il mio corpo a ridurre la frequenza cardiaca, e ad aumentare l’ossigeno nel flusso sanguigno. Ciò mi ha prodotto subito una sensazione di rilassamento.

Se lo praticate per un mese, noterete che impiegherete molto meno tempo ad addormentarvi la sera. Il vostro corpo si abituerà a questi esercizi quotidiani di rilassamento. Giorno dopo giorno, la respirazione diventerà ritmica e rispetterà delle pause, i muscoli si distenderanno e la mente sarà molto più rilassata e preparata per riposare durante la notte.

Provare non costa nulla, del resto imparare a respirare meglio è più positivo per il corpo rispetto ad un farmaco no?

A presto

Samuele