“Ma tu mi ami?” chiese Alice. “No,non ti amo” rispose il bianconiglio. Alice corrugò la fronte e iniziò a sfregarsi nervosamente le mani come faceva sempre quando si sentiva ferita. “Ecco vedi? Ora ti starai chiedendo quale sia la tua colpa perchè non riesco a volerti almeno un po’ di bene, cosa ti renda cosi imperfetta, frammentata. Proprio per questo non posso amarti. Perchè ci saranno dei giorni in cui starò stanco ed adirato, con la testa tra le nuvole e ti ferirò. Ogni giorno accade di calpestare i sentimenti per noia, sbadattagine e incomprensione. Ma se non ti ami almeno un po, se non crei una corazza di pura gioia intorno al tuo cuore, i miei deboli dardi si farnno letali e ti distruggeranno. La prima volta che ti ho incontrata ho fatto un patto con me stesso mi sarei impedito di amarti fino a che non avessi imparato tu per prima a sentirti preziosa per te stessa. Perciò Alice no, non ti amo non posso farlo”. Questo magnifico testo tratto dal famoso romanzo di Lewis Carrol mi suggerisce il tema di questo articolo. Lo specchio, un grande alleato ma in alcuni casi il tuo peggior nemico, lo specchio riflette la nostra immagine e dentro ci trovi tutto ciò che vuoi guardare le cose belle, le cose meno belle, la realtà, l’immagine che hai di te stesso.

Molte persone sopratutto chi non è soddisfatto del suo corpo rivede nello specchio un’immagine triste, magari in bianco e nero un po’sfocata, ci trova i propri difetti e quello che non gli piace, quello che si vede è vero è reale? Forse in molti casi si, ma si può decidere di attraversare lo specchio. Quando si attraversa lo specchio succede che guardi con gli occhi del cuore e non della mente, vedi come sei, cosa sei, vedi come il tuo corpo porta in se le meravigliose esperienze di una vita, dentro i tuoi occhi tutti gli sguardi che hai incrociato che li hanno resi cosi profondi, sul tuo viso tutti i sorrisi e le lacrime che hanno reso speciali le tue espressioni, dentro le tue mani le belle azioni che hai fatto per te e per gli altri, sulle tue gambe e sui piedi i km fatti per raggiungere “i tuoi posti” e tanto altro ancora che solo tu hai avuto la fortuna di poter vivere. Oggi guando mi guardo allo specchio vedo degli occhi stanchi ma felici di essere al mondo, dei fianchi rotondi ma perfetti cosi perchè hanno ospitato i miei due bambini, delle gambe che hanno fatto km per raggiungere una meta, delle mani che non vedono l’ora di scrivere per parlare ancora di sè. Le immagini che guardo io sono chiare colorate e brillanti. Ecco il tuo trainig mentale di questa settimana allenati a vedere davanti al tuo specchio solo cose belle ,vivile e colorale dei colori dell’arcobaleno.

Alessandra